Caro Fritz sono un tuo lettore.
Vorrei che questa mia lettera appaia sul tuo blog visto che i giornali come al solito eviteranno di pubblicarla...grazie
SALERNO - Poseidone. Dio del mare, anzi della guerra, visto quello che è successo dopo.
Nasce così, da un serie di esposti alla Procura di Catanzaro di cittadini indignati e forse anche di più per quel mare, perla del Mediterraneo, ridotto a una cloaca a cielo aperto, l’inchiesta madre che ha portato al violentissimo scontro istituzionale di queste ore.
Mare sporco,inquinato,perché i depuratori non funzionano, non esistono, non ci sono.
E’ il novembre del 2004,e il pm Luigi De Magistris inizia a indagare.
Passo dopo passo scopre il grande imbroglio dell’Alto commissariato per l’emergenza ambientale. Governatore della Calabria è l’ex procuratore generale di Catanzaro, G.Chiaravalloti,che guida una giunta di centrodestra. 800 milioni di euro della Comunità Europea che dovevano risolvere la questione ambientale, in realtà, secondo De Magistris, finiscono altrove. In una strana connection di politica, affari e logge massoniche.
Per esempio, a casa dell’ingegnere Giovanbattista Papello -suo referente politico è l’attuale capogruppo del Popolo delle libertà al Senato, Maurizio Gasparri- vengono trovate persino intercettazioni telefoniche illegittime, un grembiulino massonico, diamanti e alcuni conti correnti riferibili ad An. Credete voi che succeda qualcosa che pulisca questa cloaca? poveri illusi!
Un piccolo esempio: Lorenzo Cesa, dal 2006 segretario dell'Udc, che risulta in affari con Schettini e Papello. Nel marzo 2006 De Magistris iscrive Cesa sul registro degli indagati, in compagnia di un folto gruppo di militari, industriali e parlamentari, tra cui il potente generale Cretella Lombardo.
Ma non è tutto.
Mettendo insieme i pezzi del puzzle delle indagini di De Magistris, appare dunque chiara la trama di comitati d'affari in cui la destra spesso si mescola con la sinistra.
Quello dei depuratori delle acque è solo uno dei business analizzati dal magistrato, un business che ha già bruciato oltre 800 milioni di euro. Poi ci sono gli altri sperperi. Le altre truffe. Una di queste, secondo De Magistris, riguarda Lorenzo Cesa, dal 2006 segretario dell'Udc, che risulta in affari con Schettini e Papello. Nel marzo 2006 De Magistris iscrive Cesa sul registro degli indagati, in compagnia di un folto gruppo di militari, industriali e parlamentari, tra cui il potente generale Cretella Lombardo.
Di torbido ce ne sarebbe abbastanza ma visto i precedenti di alcuni indagati.
Rilassatevi, tranquilli tutto sparira come tirando l'acqua dello sciaquone.
un altro esempio: è sempre lui, Lorenzo Cesa: Cinquantacinque anni, originario di Arcinazzo Romano, Cesa aveva mosso i primi passi nei movimenti giovanili della Democrazia cristiana dove si era legato a Pierferdinando Casini. Nel 1993, quando era ancora un semplice consigliere comunale a Roma, era stato arrestato dopo un paio di giorni di latitanza perché accusato di essere uno dei cassieri del ministro dei Lavori pubblici Gianni Prandini. In carcere aveva confessato: davvero molti imprenditori impegnati nei lavori pubblici dell'Anas gli avevano consegnato mazzette poi girate al ministro. Per questo, nel 2001, Cesa era stato condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi di reclusione per corruzione aggravata.
Quindi preparatevi ad una prescrizione o ad un colpo di spugna o a un insabbiamento delle prove .
auguri a tutti e buon natale,
GianninaGiannina
Vorrei che questa mia lettera appaia sul tuo blog visto che i giornali come al solito eviteranno di pubblicarla...grazie
SALERNO - Poseidone. Dio del mare, anzi della guerra, visto quello che è successo dopo.
Nasce così, da un serie di esposti alla Procura di Catanzaro di cittadini indignati e forse anche di più per quel mare, perla del Mediterraneo, ridotto a una cloaca a cielo aperto, l’inchiesta madre che ha portato al violentissimo scontro istituzionale di queste ore.
Mare sporco,inquinato,perché i depuratori non funzionano, non esistono, non ci sono.
E’ il novembre del 2004,e il pm Luigi De Magistris inizia a indagare.
Passo dopo passo scopre il grande imbroglio dell’Alto commissariato per l’emergenza ambientale. Governatore della Calabria è l’ex procuratore generale di Catanzaro, G.Chiaravalloti,che guida una giunta di centrodestra. 800 milioni di euro della Comunità Europea che dovevano risolvere la questione ambientale, in realtà, secondo De Magistris, finiscono altrove. In una strana connection di politica, affari e logge massoniche.
Per esempio, a casa dell’ingegnere Giovanbattista Papello -suo referente politico è l’attuale capogruppo del Popolo delle libertà al Senato, Maurizio Gasparri- vengono trovate persino intercettazioni telefoniche illegittime, un grembiulino massonico, diamanti e alcuni conti correnti riferibili ad An. Credete voi che succeda qualcosa che pulisca questa cloaca? poveri illusi!
Un piccolo esempio: Lorenzo Cesa, dal 2006 segretario dell'Udc, che risulta in affari con Schettini e Papello. Nel marzo 2006 De Magistris iscrive Cesa sul registro degli indagati, in compagnia di un folto gruppo di militari, industriali e parlamentari, tra cui il potente generale Cretella Lombardo.
Ma non è tutto.
Mettendo insieme i pezzi del puzzle delle indagini di De Magistris, appare dunque chiara la trama di comitati d'affari in cui la destra spesso si mescola con la sinistra.
Quello dei depuratori delle acque è solo uno dei business analizzati dal magistrato, un business che ha già bruciato oltre 800 milioni di euro. Poi ci sono gli altri sperperi. Le altre truffe. Una di queste, secondo De Magistris, riguarda Lorenzo Cesa, dal 2006 segretario dell'Udc, che risulta in affari con Schettini e Papello. Nel marzo 2006 De Magistris iscrive Cesa sul registro degli indagati, in compagnia di un folto gruppo di militari, industriali e parlamentari, tra cui il potente generale Cretella Lombardo.
Di torbido ce ne sarebbe abbastanza ma visto i precedenti di alcuni indagati.
Rilassatevi, tranquilli tutto sparira come tirando l'acqua dello sciaquone.
un altro esempio: è sempre lui, Lorenzo Cesa: Cinquantacinque anni, originario di Arcinazzo Romano, Cesa aveva mosso i primi passi nei movimenti giovanili della Democrazia cristiana dove si era legato a Pierferdinando Casini. Nel 1993, quando era ancora un semplice consigliere comunale a Roma, era stato arrestato dopo un paio di giorni di latitanza perché accusato di essere uno dei cassieri del ministro dei Lavori pubblici Gianni Prandini. In carcere aveva confessato: davvero molti imprenditori impegnati nei lavori pubblici dell'Anas gli avevano consegnato mazzette poi girate al ministro. Per questo, nel 2001, Cesa era stato condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi di reclusione per corruzione aggravata.
Quindi preparatevi ad una prescrizione o ad un colpo di spugna o a un insabbiamento delle prove .
auguri a tutti e buon natale,
GianninaGiannina

