E' crollata l'installazione di piazza Dante, ovvero un muro di sacchi di sabbia che avrebbero dovuto erigersi fino a 8 (otto) metri di altezza al fine di coprire la statua dell'omonimo poeta.Dovessi calarmi nei panni di un critico d'arte direi che piuttosto di continuare a guardare l'opera scoperei il cadavere di Mike Bongiorno e che concettualmente è una merda, infatti, attirare l'attenzione sul sommo poeta padre dell'italianità con dei sacchi di sabbia, come se in trentino tutti parlassero in tedesco e si inculassero la loro nipotina come faceva il nonno di Heidi, è l'ennesima marchetta politichese fatta tra in un periodo in cui in provincia non si parla che di Schutzen e dei loro buffi vestiti da pederasti.
Altro gran pompino della galleria civica alle istituzioni fu la creazione del "monumento alla famiglia", scultura made in china che rappresentava appunto una famiglia, quella che piace ai Cattoinomani , guardacaso il perdiodo era quello in cui tanto si parlava di Family Day e altre manifestazioni a cui partecipano principalmente divorziati e mogli ninfomani di mariti troppo vecchi per scoparle.
Tolto questo, alla prima critca la galleria civica si è difesa attaccando, sostenendo che i trentini sono chiusi, cosa tristemente vera, infatti a un popolo più aperto culturalmente non sarebbe mai venuto in mente di commisionare una tale merda all'artista Lara Favaretto, la quale ha sostenuto che in città c'è un clima ostile nei suoi confronti e nei confronti dell'opera caduta non per mano della forza di gravità, ma -a sentire la galleria civica e l'artsta- per mano dei negri del parco che in pausa pranzo avrebbero preso un muletto per sfondare uno dei muri di sacchi di sabbia che componevano l'installazione
Forse ha ragione Lara Favaretto quando parla di clima ostile nei suoi confronti: a Treviso, la città da cui viene, anche il Pd avrebbe appoggiato unal egge comunale per pestare i negri rovinatori di opere d'arte, qui a Trento invece non le ha creduto nemmeno la lega nord

